sabato 6 novembre 2010

L'inevitabile

Certe cose non puoi evitarle e non sono mai inaspettate.
Ho pensato per mesi che fosse tutta una casualità strana e poco favorevole, ma non è così.
Gli eventi ci fanno maturare, ci regalano sentimenti dalle sfumature nuove, colori che non sarebbero stati altre sì visibili come un fuoco d'artificio al centro di una tempesta.
La vita è così, ti colpisce, ti scuote, ti scrolla e poi ti regala il meritato riposo tra i giardini candidi di gelsomino, che ti inebriano e ti portano alla mente gli eventi.
Non esiste bene e non esiste male, esistono solo individui e sentimenti, esistono suoni e rumori, ma non semplicemente note. Esistono pianoforti che hanno saputo guarire il panico, sinfonie che abbiamo sognato mentre eravamo alla fine della vita e ci hanno risollevato dal torpore dei nostri corpi per soffiarci la vita nelle narici.
Il mondo è sporco e pulito, il mondo bianco e nero, ma a volte capita anche il grigio e capita anche di trovarsi con le mani sanguinanti a pregare che qualcuno ti aiuti a togliere il fango dalla tomba della tua anima.
Ma esiste anche chi sa risplendere come una stella, chi si sa levare a mezz'aria e riesce a risplendere malgrado il buio.
Tu sei una di queste persone, che sa piangere, sa chiedere, e sa levarsi a mezz'aria.
Sei i fuochi artificiali nel mio cuore, sei l'inevitabile che deve accadere, sei l'evitabile che non ho voluto scansare, ma contro cui ho voluto imbattermi.
Sei il ladro di sentimenti e piaceri, il pittore che ha mosso la mia mano sulla tela, le mie dita sui tasti, le mie ali lungo il cammino ostacolato dei sogni e dei desideri, il bacio rimasto a metà sulle nostre labbra, la carezza scivolata sui tuoi capelli e finita tra le tue mani, la lacrima apparsa e svanita nel sorriso.
Sei la stella che mi ha guidato nella foresta nella notte senza luna, e il sole che ha preso a splendere quando la pioggia è cessata. Sei la pioggia che ha spento l'incendio nell'arsura dell'estate proteggendomi dalle fiamme, il fuoco caldo e tenue che ha scaldato il mio cuore.

E tutto questo non era evitabile...

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